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Computo metrico impianto elettrico: esempio svolto per un appartamento di 100 mq

Computo metrico impianto elettrico: esempio svolto per un appartamento di 100 mqGuide

Il rifacimento completo dell'impianto elettrico di un appartamento di 100 mq costa in genere tra i 3.000 e gli 8.000 euro, IVA esclusa, con 40-55 punti tra prese e comandi. Il computo metrico è ciò che trasforma quel range in un preventivo reale: elenca ogni voce (punto luce, punto presa, quadro, dorsali, TV, dati, citofono), la moltiplica per la quantità e per il prezzo unitario di prezzario, e ti dà il totale. In questa guida trovi un esempio completo su un appartamento tipo di 100 mq, con i numeri per dimensionare i punti secondo la norma CEI 64-8.

Come si computa un impianto elettrico: il criterio "a punto"

A differenza di un massetto o di un intonaco, l'impianto elettrico non si misura quasi mai al metro lineare di cavo. Il metodo più diffuso è il computo "a punto": si conta il numero di punti serviti e si moltiplica per un prezzo unitario che comprende cavo, tubazione, scatola, frutto, placca e manodopera (BibLus).

Un "punto" è qualsiasi posizione in cui arriva energia o segnale: una presa, un comando luce, un centro luce a soffitto, un comando tapparella, un punto TV o dati. Nelle fasi iniziali, senza progetto, si stima circa 1 punto ogni 2-3 mq, quindi 40-55 punti per un appartamento di 100 mq (BibLus). Il criterio "a misura", con cavo e canalizzazioni contati singolarmente, si usa di solito solo per impianti industriali o quadri complessi.

Se vuoi capire come si struttura un computo in generale, prima di entrare nel dettaglio elettrico, parti dalla guida al computo metrico.

Esempio di computo metrico impianto elettrico per appartamento 100 mq

Prendiamo un appartamento tipo di civile abitazione: 100 mq, ingresso, soggiorno, cucina, due camere, due bagni, corridoio. Ipotizziamo un rifacimento completo a norma, con nuovo quadro e predisposizione TV e dati. I prezzi unitari qui sotto sono range di mercato e di prezzario 2025-2026 per il punto "chiavi in mano", comprensivo di materiali e manodopera; per un rifacimento con tracce nuove ci si colloca nella metà alta della forbice (BibLus, Homedeal).

Voce di computo U.M. Quantità Prezzo unitario Importo
Punto luce / comando (interruttori, deviatori, centri luce, tapparelle) cad 16 35 – 70 € 560 – 1.120 €
Punto presa (bivalenti, schuko, comandate) cad 32 35 – 70 € 1.120 – 2.240 €
Quadro elettrico con differenziali e magnetotermici cad 1 400 – 700 € 400 – 700 €
Linee dorsali / montante dal quadro alle zone a corpo 1 300 – 600 € 300 – 600 €
Punto TV (coassiale) cad 3 40 – 70 € 120 – 210 €
Punto dati / telefono (RJ45) cad 3 45 – 80 € 135 – 240 €
Videocitofono con posto esterno cad 1 400 – 900 € 400 – 900 €
Totale impianto (IVA esclusa)       3.035 – 6.010 €

Il totale realistico per questo appartamento tipo si colloca quindi intorno ai 3.000-6.000 euro. Il quadro elettrico è la singola voce più pesante dopo i punti: da 400 a 600 euro per un impianto di media dimensione (Homedeal). Sali verso gli 8.000 euro e oltre se aumenti i punti (livello 2 della norma), aggiungi antifurto o passi a un impianto domotico. La tariffa oraria dell'elettricista, che incide su ogni voce, nel 2025 va mediamente dai 25 ai 40 euro l'ora (Punti Energia).

Per un esempio di computo che copre l'intera ristrutturazione, non solo l'elettrico, vedi l'esempio di computo metrico completo.

Quanti punti servono davvero: i livelli della CEI 64-8

Il numero di punti non lo decidi a occhio. La norma CEI 64-8, capitolo 37, fissa la dotazione minima di prese e comandi per gli ambienti residenziali e la organizza in tre livelli prestazionali (impiantigm.it – testo cap. 37, Studio Madera).

  • Livello 1 (base): è il minimo obbligatorio perché l'impianto sia a norma. Per un soggiorno tra 12 e 20 mq prescrive almeno 5 punti presa e 1 punto luce; in cucina almeno 5 prese (di cui 2 sul piano di lavoro) e 1 punto luce; in un bagno con lavatrice almeno 2 prese e 2 punti luce (impiantigm.it, Studio Madera).
  • Livello 2 (standard): aumenta le dotazioni e aggiunge dispositivi come videocitofono e antintrusione. Lo stesso soggiorno passa a 7 punti presa e 2 punti luce, la cucina a 6 prese e 2 punti luce (Studio Madera, Elettrico Magazine).
  • Livello 3 (domotico): introduce la domotica e richiede la gestione di almeno quattro funzioni (controllo carichi, comando luci, gestione temperatura, scenari, antintrusione e simili) (Elettrico Magazine).

Conta anche il numero di circuiti. Per un'abitazione tra 75 e 125 mq, il livello 1 richiede almeno 4 circuiti separati, il livello 2 almeno 5, con un minimo di 2 interruttori differenziali (impiantigm.it, Studio Madera). Un appartamento di 100 mq rientra proprio in questa fascia: è la ragione per cui l'esempio sopra parte da un quadro con più linee e non da un unico circuito.

Quando compili il computo, usa questi minimi come pavimento: sotto quei numeri l'impianto non è a norma, e in fase di dichiarazione di conformità il problema salta fuori.

Rifacimento totale o parziale: cosa cambia nel computo

La differenza di costo tra un rifacimento completo e uno parziale non sta tanto nei punti, quanto nelle opere murarie che li accompagnano.

Nel rifacimento totale rifai le tracce in tutte le stanze: si scanalano le pareti, si posano i nuovi tubi corrugati, si richiude con malta e si ripristina l'intonaco pronto per la tinteggiatura. Queste lavorazioni spesso non sono nel prezzo "a punto" dell'elettricista e finiscono nelle voci di opere murarie del computo generale. È il motivo per cui un impianto rifatto da zero, con casa da ritinteggiare interamente, costa sensibilmente più della sola somma dei punti.

Nel rifacimento parziale intervieni solo su alcune zone, ad esempio i due bagni e la cucina, oppure aggiungi punti a un impianto esistente. Le tracce sono limitate, i ripristini murari pochi, e spesso si sfruttano canaline o tubazioni già presenti. Nel computo questo si traduce in meno voci di assistenza muraria e in un totale più basso, ma attenzione: se l'impianto esistente non è a norma, un intervento parziale può non bastare a ottenere la conformità dell'intero impianto.

In entrambi i casi, a fine lavori l'impresa installatrice deve rilasciarti la dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08. È un documento obbligatorio, rilasciato da impresa abilitata, che attesta che l'impianto è realizzato a regola d'arte; va emesso ogni volta che si installa, si amplia o si modifica un impianto, e la sua mancanza espone a sanzioni da 100 a 1.000 euro (BibLus, iodichiaro.it). Mettila come richiesta esplicita nel capitolato, così è chiaro fin dal preventivo che il prezzo la comprende.

Per vedere come l'impianto elettrico si inserisce nel quadro di spesa di una casa intera, guarda l'esempio di computo metrico per la ristrutturazione di un appartamento di 100 mq.

Costruire il computo in autonomia

Se vuoi arrivare al preventivo senza compilare a mano ogni voce, con Rifatto generi il computo metrico della tua ristrutturazione online: descrivi l'appartamento e ottieni le voci già quantificate, con i prezzi presi dal prezzario ufficiale della tua regione. Puoi partire dall'impianto elettrico e poi estendere alle altre lavorazioni, mantenendo tutto nello stesso documento.

Fonti

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